Mulini e Terraggi

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Il Mulino di Porta Nuova

    E’ un edificio del XV sec., costruito sulla cinta dei Terraggi per volere di Ludovico il Moro, su probabili indicazioni progettuali di Leonardo da Vinci.
Realizzato in mattoni, utilizza come muro perimetrale posteriore il terrapieno degli antichi terraggi di difesa della città.
    L’accesso originario al mulino è consentito da un ponticello in mattoni posto a cavallo  della Roggia Vecchia, le cui acque muovono ancor oggi la grande ruota in legno e quindi le macine. Una breve scaletta porta al sottostante locale principale, dove si possono vedere ancora le macine e gli strumenti tipici del mestiere del mugnaio.
    Il mulino di Porta Nuova è ancora in funzione ed è frequentatissimo dai Vigevanesi, che vi si recano ad acquistare farine o riso macinati o pilati di fresco.
    Della costruzione della Roggia Vecchia, che entra nell’abitato da nord ovest e che, dopo aver attraversato il centro storico, va a perdersi nei terreni meridionali, non si hanno notizie certe; si tratta di una struttura molto antica, poiché da essa venivano derivate le acque che riempivano il fossato del Castello e il suo corso cittadino azionava le ruote degli antichi mulini di Porta Nuova e della Resega, tuttora esistenti nella centralissima Via Mulini. Le sue acque hanno provenienze diverse : per un tronco derivano dalla zona di Terdobbiate, per un altro dalla zona di Sozzago e per un terzo dal territorio di Cerano, tutti nel Novarese.

I Terraggi

    I terraggi sono fortificazioni realizzate nella seconda metà del Quattrocento da Ludovico il Moro, a protezione del borgo. Sono costituiti da due possenti mura parallele fra le quali, mediante riempimento, venne edificato un percorso sopraelevato come cammino di ronda.
    Per far posto alla nuova cinta vennero abbattute e successivamente ricostruite fuori le mura le chiese di S. Bernardo e della Madonna del Carmine.
Di questi terraggi esistono oggi importanti vestigia nella zona orientale della città lungo il Naviglio Sforzesco e lungo l’omonima via del Terraggio, per una lunghezza di circa 300 metri : in particolare nel tratto da via della Costa a via Domenicani si possono osservare l’antica pavimentazione ad acciottolato e il muro di cinta di sinistra a cui si addossano i mulini, più in alto quello di Porta Nuova e, nel tratto finale più in basso quello della Resega.
    La cinta esterna di fortificazioni si salda ad ovest con un vasto recinto fortificato al centro del quale sorge, come secondo castello, il palazzo del conte Galeazzo Sanseverino, genero di Ludovico il Moro e comandante dell’esercito sforzesco. Questo palazzo-fortezza, del quale rimangono monumentali resti e due cortili con architettura tipica tardo quattrocentesca, sarà destinato a diventare il nucleo centrale di una vasta opera di fortificazioni contesa, nei secoli successivi, da Francesi e Spagnoli in lotta per il predominio dell’Italia settentrionale.

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