Palazzo Sanseverino

Indirizzo

Palazzo Sanseverino, Corso della Repubblica, 21, Vigevano, PV


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Descrizione

Di grande importanza storica e architettonica, il palazzo incarna in sé parte della storia e degli  avvenimenti politici di Vigevano tra la fine del XV e la metà del XIX sec.
Situato all'estremità occidentale del centro storico, lungo la linea dei terraggi, è oggi inserito nella cortina edilizia di corso della Repubblica su cui si apre l'attuale ingresso.
    Di forma quadrata, si presenta oggi profondamente modificato nelle facciate esterne, mentre conserva aspetti originali nel cortile caratterizzato dal portico posto sul lato nord e dal loggiato aereo sorretto da mensoloni in granito sugli altri lati.
In origine gli accessi erano due, uno verso la campagna a ovest e un altro verso la città a est, mentre il posto dell'attuale ingresso era occupato da uno scalone. Un ulteriore passaggio posto sul lato nord conduceva al giardino.
    Edificato tra il 1480 e il 1490 come abitazione di Galeazzo Sanseverino, genero di Ludovico il Moro e suo capitano generale, nel 1496 viene trasformato dallo stesso Ludovico in fortezza con la costruzione di una cinta muraria rettangolare con quattro torri tonde e una fossa che circonda e racchiude in sé palazzo e giardino. Il palazzo viene quindi denominato "rocca nuova” in contrapposizione alla rocca esistente fatta edificare da Luchino Visconti, che viene quindi denominata "rocca vecchia".
    All'inizio del 1500, sotto il marchesato di Giangiacomo Trivulzio, si rinforzano gli accessi con la costruzione di due rivellini e nel 1555, poco prima di morire, il Duca Francesco II Sforza fa costruire e decorare il portico e la parte sovrastante.

    A ulteriore difesa, nel 1545, il Marchese del Vasto Alfonso d'Avalos fa aggiungere un terrapieno.
Nel 1646 la rocca viene riconquistata dagli Spagnoli dopo che nel 1645 era stata conquistata dai Francesi. Dopo la riconquista vengono distrutte le strutture difensive. Si salva dalla demolizione solo parte della muratura edificata da Ludovico il Moro.
    Giovanna Eustachia della Santa Croce entra in possesso del palazzo nel 1655 e lo trasforma in monastero dedicato a  S. Chiara, facendo costruire l'omonima chiesa sul fianco sud.
Nel 1810 viene soppresso il monastero e demolita la chiesa che occupava parte del sedime dell'attuale via. Alla fine dell'Ottocento l'edificio viene trasformato a seguito di una lottizzazione e viene riedificata, nella forma attuale, la parte sud-est.
    E’ stato recentemente ristrutturato e restaurato nella parte sud-ovest e in quella nord-ovest. A seguito di questi ultimi interventi sono state riportate alla forma originaria alcune finestre quattrocentesche del lato ovest.
Dell'antica muratura della fortezza rimane oggi solo il tratto su via Anita Garibaldi, dopo che altre parti sono state demolite nella costruzione di due condomini negli anni sessanta.

Testo a cura di Mario Castellani

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