San Dionigi e Piazzetta Martiri della Liberazione

Indirizzo

Chiesa San Dionigi, Piazza Martiri della Liberazione, Vigevano, PV


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Descrizione

 Non si hanno notizie circa la data di edificazione della chiesa primitiva: solo Francesco  Pianzola riferisce  antiche notizie relative al l323 e,  pur non citandone la fonte, riporta di un « fratel Bregundo di Gravellona rettore e ministro dell’ordine dei frati della povertà in San Dionigi di Vigevano». La notizia è riportata anche da Matteo Gianolio nel suo “De Viglevano”.
    La Chiesa era anche sede della più antica e potente confraternita del Borgo, quella dei Disciplini.
    I Disciplini di san Dionigi erano laici di entrambi i sessi che gestivano l’ospedale di sant’Antonio annesso alla chiesa, dispensavano l’acqua cotta per gli infermi e assistevano i carcerati fornendo cibo, vestiario, giacigli, cure mediche e sostegno spirituale. L’assistenza era estesa anche ai condannati a morte. Tale attività assistenziale era facilitata anche dal fatto che le carceri erano allora ubicate nella adiacente “Contrada degli Sbirri”, ora via Santa Croce.
    Le sentenze di condanna a morte mediante impiccagione venivano eseguite prevalentemente in una località fuori porta ( prima a s. Giuliana, e successivamente fra la chiesa di s. Bernardo e via Trivulzio); raramente la forca era eretta davanti alla chiesa di s. Dionigi ( più o meno dove oggi sorge la colonna con la croce) , ma a s. Dionigi venivano sepolti i cadaveri dei giustiziati, proprio perché tali sepolture erano a carico della sopra citata Confraternita.
    Nella chiesa di s. Dionigi si trovano tutt’ora, in una fossa comune, i resti dei giustiziati; nel pavimento della chiesa, accanto all’ingresso, si può vedere una botola circolare attraverso la quale i corpi venivano calati nel sotterraneo.  Sulla botola è incisa l’indicazione: “Hoc est sepulcrum iustitiatorum”.

La struttura della chiesa come la possiamo

ammirare oggi risale all’intervento del 1750, quando i confratelli ottennero il permesso di poter costruire un nuovo edificio. La facciata è impostata su un doppio ordine diviso da un segnapiano notevolmente aggettante. L’interno è costituito da una navata unica con il presbiterio sopralzato e delimitato da balaustre in marmo. Al centro si innalza la cupola sorretta da quattro archi a tutto sesto, che a loro volta poggiano su un cornicione sporgente.
    Il campanile fu maggiormente alzato nel 1830, per renderlo più in sintonia con le nuove linee architettoniche.
Alla devozione della Confraternita si devono i capolavori presenti ancora oggi nella chiesa: nel presbiterio, al di sopra dell’altare maggiore, si trova una grande tela raffigurante  “Il martirio di s. Dionigi” opera del pittore  Giovan Battista Crespi detto il Cerano ( di cui si è già parlato nel percorso del 2007) ed il cosiddetto “Sepolcro di s. Dionigi “, gruppo ligneo policromo costituito da otto statue a grandezza naturale, opera del XV secolo di ambito lombardo o piemontese. Il gruppo è testimoniato nella chiesa dal 1568, quando il vescovo Maurizio Pietra (secondo vescovo di Vigevano 1552-1576) concesse un’indulgenza di quaranta giorni ai devoti che vi pregavano innanzi.  Gli affreschi della chiesa sono opera del pittore vigevanese Giovan Battista Garberini: nel 1850 decorò la lunetta dell’abside con “La gloria di Maria Vergine assunta in cielo”, negli 1889-90 dipinse otto affreschi che illustravano le “ Storie di san Dionigi e la sua di venerazione per la Vergine”. Nella volta dell’abside si trova un altro affresco dello stesso autore che rappresenta l’evangelizzazione della Gallia da parte del Santo.

Servizi

ORARI DI APERTURA

Sabato 16,30/19,30 - 21,00/23,00

Domenica 10,30/12,30 - 16,30/19,30

 

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