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Vigevano

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Penna Selvaggia

Appuntamenti Imperdibili a Vigevano

Dopo il grandissimo De Sfroos, anche questo weekend sembra presentarsi con appuntamenti imperdibili.

Giovedì

Il primo è quello in programma per questa sera (giovedì) al Ridotto del Teatro Cagnoni. Si tratta di “Dialogando”, un approfondimento sullo spettacolo che Maddalena Crippa metterà in scena il prossimo 5 febbraio, intitolato appunto “L’allegra vedova Cafè chantant). Relatrice di questo approfondimento sarà Nadia Marmonti e l’ingresso sarà libero fino ad esaurimento dei posti.

Venerdì

Alle 18 e sempre al Ridotto del Teatro Cagnoni si potrà partecipare a “Aperidiamoci su…”aperitivo / incontro con Alessandro Fullin,  l’attore teatrale e comico italiano famoso per aver partecipato a Zelig nei panni della professoressa Fullin, un’archeologa che studia ed insegna un’antichissima e surreale lingua, la lingua tuscolana. Moderatrice Milly Giannelli. Ridotto teatro Cagnoni. Posti limitati

Alle 21, nella Sala Franzoso della biblioteca Mastronardi, in occasione della rassegna “Il rumore della memoria” l’Associazione Culturale delle Genti Lucane proporrà un incontro dal doppio titolo “Il ghetto di Varsavia: amore e lotta” e “L’educazione e i suoi misteri”  di Giuseppe Vico. La professoressa Caterina Cotta Ramusino, docente di storia e filosofia del Liceo Cairoli di Vigevano, con la consueta passione e con immagini, filmati d’epoca e letture, ripercorrerà la vita all’interno del Ghetto illustrando le passioni e le paure, le lotte e gli eroismi delle migliaia di persone che sono vissute e morte in quel luogo. Al termine il professor  Giuseppe Vico, già docente presso l’Università Cattolica di Milano, ci proporrà una riflessione sulla Educazione e sul ruolo della Scuola nel processi educativi dell’epoca.

Alle 21 Fullin passerà dal Ridotto al palco principale del Teatro Cagnoni dove ci farà morire dal ridere con “Piccole Gonne. Infeltrimento teatrale di un classico della letteratura americana”,  spettacolo liberamente tratto dal noto romanzo Piccole DonneAlessandro Fullin proporrà una nuova commedia, “infeltrimento teatrale” di un classico della letteratura americana, rilettura tagliente e ironica di un libro che le nostre sorelle avevano sempre tra le mani fino agli anni ’60. La storia è nota: Mrs March, una madre estremamente apprensiva, deve sistemare le sue quattro figlie con matrimoni all’altezza delle sue aspettative. Purtroppo, nessuna delle sue figlie (Mag, Jo, Amy, Beth), malgrado esse siano convinte del contrario, ha molto da offrire a un giovanotto americano. Mrs March tuttavia non si darà per vinta e, coadiuvata dall’avara Zia March, riuscirà a confezionare bomboniere per ognuna delle sue protette. Questo spettacolo, di e con Alessandro Fullin, realizzato con la compagnia Nuove Forme, nella più schietta tradizione elisabettiana, sarà interpretato da soli attori uomini. Con un’unica eccezione: ma sarà proprio il pubblico che dovrà scoprire chi è l’intrusa su un palco già dominato da tanta femminilità.

Sabato

Febbraio si apre con un genio. Già: il 2, 3, 9, 10 febbraio l’Associazione Astrolabio renderà omaggio a Leonardo chiedendo ad un gruppo di artisti, ovvero Melita Briguglio, Giuse Iannello, Gabriella Maldifassi, Davide Avogadro, Antonio Bologna, Paolo Borile – Opere d’Arte e ritratti, Massimo Caccia, Cesare Giardini,  Oronzo Mastro, Ale Puro, Oronzo Russo, Andrea Taroppi, Paolo Vecchio, una loro interpretazione o visione del genio di Vinci visto come un nostro contemporaneo.  L’esposizione, che si intitola “Ho visto un genio!”, inaugurerà sabato alle 17.30 presso lo Spazio B di Palazzo Sanseverino. La scelta della data del 2 febbraio non è casuale: nasce infatti dall’appunto vergato sul Codice H dal genio vinciano che attesta la sua presenza a Vigevano presso la villa Sforzesca proprio il 2 febbraio del 1494, impegnato a ritrarre la scala d’acqua di “Viglivine” usata per incanalarne il flusso verso il mulino della Scala (ormai scomparso). È raro che nei suoi scritti Leonardo citi la data e il luogo dove si trovava ma così è avvenuto e anche grazie a questo testo possiamo ribadire, con orgoglio, la sua presenza a Vigevano. Partendo da tale episodio, dopo 525 anni l’Associazione Astrolabio vuole rendere omaggio a Leonardo, al suo sentire poetico e umanistico, chiedendo ad un gruppo di artisti una loro interpretazione o visione del genio di Vinci visto come un nostro contemporaneo. L’esposizione di può visitare dalle 17.30  alle 19 e l’ingresso è gratuito.

Alle 17.30, all’Auditorium San Dionigi e sempre in occasione della rassegna Il rumore della memoria sarà presentato il libro “Teresio Olivelli – ribelle per amore” scritto da Anselmo Palini. Il 3 febbraio dello scorso anno, a Vigevano, è avvenuta la beatificazione di Teresio Olivelli. La Chiesa lo indica come modello da imitare, come persona che, nel sacrificio supremo in un lager tedesco, ha compiuto il senso della propria esistenza, immolandosi per gli altri. Una testimonianza profetica di martirio che Anselmo Palini , insegnante, saggista e conoscitore dei temi legati alla pace, all’obiezione di coscienza, ai diritti umani e alla nonviolenza, racconta per i tipi dell’Ave. Questo è un libro che ricostruisce in modo corretto e completo la vicenda biografica di colui che don Mazzolari ha definito «lo spirito più cristiano del nostro secondo Risorgimento».

Alle 18.30, alla Trattoria C’era Una Volta (via Matteotti, 60) potremo partecipare all’aperitivo d’autore (7 euro) con Ilaria Palomba e il romanzo “Disturbi di luminosità”, Gaffi editore. Il romanzo è un’autofiction scritta con la tecnica del flusso di coscienza, ogni cosa si svolge nella mente di una donna che non ha nome. La protagonista soffre di un disturbo borderline di personalità scaturito da uno stupro. È spesso accompagnata da Lui, un personaggio amato e tanto odiato, proprio quanto tutto ciò la circonda; L’Oracolo, un terapeuta mistico che la segue durante il suo vaneggiare nell’incubo tra vita e morte; e Lei, una doppelgänger malefica, una sua doppia e simile; per poi arrivare a Narciso, un narcisista manipolatore, anch’esso vacillante tra amore e odio. La narrazione avviene tra una città e l’altra: Roma, Dublino, Parigi, Berlino, Bari, in un susseguirsi di fughe. Fughe dai luoghi ma anche da sé stessa, rapita in un baratro di eterni ritorni e incurabili voragini. Ma le ferite sono anche feritoie. La scrittura stessa presenta tale ambivalenza, un fiume che muta forma tra le mani – si piega – mi piega. Un fiume che straripa dagli argini per ritornare alla siccità, all’aridità di un cuore assediato da ripetute violenze e abbandoni. La tortura, la droga, i rapporti promiscui, l’autolesionismo, i tentativi di suicidio sono solo un grido che lamenta l’assenza d’amore, di certezze, di futuro, in un sociale che implode. Le ragioni sono scritte nell’ultima pagina e nessuno può conoscere la fine se non legge il libro per intero, dice L’Oracolo. Ilaria Palomba è autrice di romanzi, poesie e saggi e l’incontro sarà introdotto da Demetrio Paolin con letture a cure di Catia Ilardo. 

Sabato 2 e sabato 9, alle 21, la Compagnia Teatrale “Il Grillo” metterà in scena, all’Auditorium Mussini (viale Libertà) Due dozzine di Rose Scarlatte, una commedia di Aldo De Benedetti con Maria Franca Mastrovito, Clelia Novella, Angela Pirrone, Giovanni Fotia, Raffaele Parolisi, Michele Perelli e con la collaborazione di  Chiara Case, Michela Poletti, Luigi Colonna, Stefano Ferri, Angelo Vito, Fabrizio Zangirolami dietro la regia di Elena Crosio. Si tratta di un testo incalzante, brillante, ironico ed intelligente, l’alternanza di momenti di puro ed effervescente divertimento ad altri di riflessione, l’interpretazione di attori molto affiatati tra loro, una scenografia accattivante sono gli elementi vincenti che rendono questa pièce un successo. Uno spettacolo da assaporare e su cui riflettere la commedia ” Una dozzina di rose scarlatte ”, gioiello della drammaturgia contemporanea italiana, scritta da Aldo De Benedetti per Vittorio De Sica, efficacemente attualizzata da Il Grillo per adeguare il linguaggio alla nostra epoca e renderlo godibile per il gusto delle platee odierne, continua a diffondere un inebriante profumo di rose che rimangono fresche e fragranti nonostante abbiano divertito tante generazioni di pubblico. La trama ruota intorno ad una coppia il cui matrimonio non è gratificante come si pensa, il marito distratto (Raffaele Parolisi) pensa di approfittare dell’assenza della giovane moglie (Maria Franca Mastrovito) in partenza per una vacanza, per riassaporare la libertà e magari avere nuove occasioni…. Ma l’arrivo in casa di un mazzo di rose scarlatte, destinato ad un’altra, ed il biglietto amoroso ritrovato tra le foglie induce la protagonista a ritenere di avere un ammiratore segreto, il cui omaggio prima la lusinga, poi la fa sognare ed invaghire tanto da rinunciare alla vacanza desiderata. Il fedele ed imbranato amico della coppia (Giovanni Fotia) cercherà di sfruttare il momento per rendere palesi i suoi sentimenti con esiti buffi. Accanto ai protagonisti Clelia Novella, Angela Pirrone e Michele Perelli punteggiano con le loro caratterizzazioni una vicenda ancora attuale basata su argomenti “evergreen” quali l’incomprensione tre i sessi, il grigiore della quotidianità, l’irrequietezza sentimentale, la mancanza di stimoli che genera insoddisfazione in ogni essere umano, che così non si rende conto che, spesso, il meglio della vita è a portata di mano, magari proprio nell’ambito famigliare. La commedia, messa in scena con il contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano ed il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, con la regia di Elena Crosio, si dipana tra esilaranti scambi di battute ed un gioco di situazioni e malintesi che aggroviglia il menage coniugale e che piacerà al pubblico fino all’epilogo inaspettato. Il biglietto costa  10 euro, ridotto 8 ed anche in questo caso l’incasso sarà devoluto in beneficenza a realtà locali “sociali”

Domenica

Alle 17.30, sempre all’Auditorium San Dionigi e sempre in occasione della rassegna Il rumore della memoria, andrà in scena “La sonata di Auschwitz. Musica e politica dal Fascismo alla Shoah” che sarà un concerto multimediale dell’Accademia Viscontea. Un incontro per non dimenticare la più grande tragedia del XX secolo attraverso l’ insolito sguardo della musica.

Esecuzioni musicali, racconti, immagini e filmati riveleranno curiosi e inediti aspetti della politica culturale delle dittature nazi-fasciste e degli orrori dei campi di concentramento.

Un incontro privo di retorica e capace di stupire e commuovere.

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