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Vigevano

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Penna Selvaggia

Due chiacchiere con Van De Sfroos

Domani sarà il Grande Giorno: Van De Sfroos, il più importante esponente del nuovo folk rock italiano, salirà sul palco del Teatro Cagnoni (corso Vittorio Emanuele II 45) alle dove ci proporrà il suo “Tour de nocc. Musica notturna per anime luminose”.

Si tratta di un «nuovo tour teatrale, intimo e confidenziale con ballate quasi mai proposte dal vivo e alcune delle canzoni più amate, il tutto in un’atmosfera notturna/teatrale con sfumature swing e jazz dove ci sarà spazio anche per presentare alcuni inediti».

«Siamo in un teatro – spiega l’artista – l’atmosfera sarà notturna e suoneremo alcuni dei miei brani famosi in veste rivisitata. Con l’aiuto dei cinque musicisti, ovvero Angapiemage Galliano Persico (violino, tamburello, cori), Riccardo Luppi (sax tenore e soprano, flauto traverso), Paolo Cazzaniga (chitarra elettrica e acustica, cori) e Francesco D’Auria (batteria, percussioni, tamburi a cornice, hang), ho dato un’impronta jazz swing alle mie canzoni. Poi sì, ci sono alcune ballate inedite mai eseguite prima».

Per chi non lo sapesse, Davide Van De Sfroos è il nome d’arte di Davide Bernasconi cantautore e scrittore nato a Monza e cresciuto sul Lago di Como. Il suo nome d’arte deriva proprio da lì: è una tipica espressione del dialetto tremezzino (o laghée) traducibile con “vanno di frodo”.

In diciassette anni di carriera musicale ha pubblicato sei album di inediti e ha pubblicato cinque romanzi editi da La Nave di Teseo e Bompiani. «Voglio celebrare il mio passato nascosto proponendo delle ballate dimenticate sotto i lampioni e dare uno sguardo al futuro – racconta Van De Sfroos – un viaggio notturno alla ricerca dei brani nei cassetti dimenticati. Una musica che cercherà di ritracciare ombre familiari con tinte nuove. Ho dovuto fare i conti con ombre, luci, angeli e demoni che mi hanno fatto salire e scendere dall’ottovolante interiore. Ci sono state crisi, ansia, depressione, tutte emozioni che non ho mai nascosto, ho sempre fatto outing, proprio per esorcizzarli».

In questo tour ci sono violino, sax, flauto… Che influenza ha avuto la musica classica per lei? «Giochiamo con la musica – conclude De Sfroos -proprio perché l’ho ascoltata, anche classica. Ne ho ascoltata tanta e tanta ne ho. I prediletti? Come temperamento potrei dire Beethoven, per il suo romanticismo. Anche dal punto di vista dell’ambiente in cui vivo, sin da bambino Beethoven mi “arrivava direttamente”. Ma non posso tralasciare Mozart, per le sue versatilità, genialità e velocità. Poi se dovessi andare a livello cosmico o di subconscio dire Bach.  Ovviamente non mancano poi alcune sonate di Rachmaninov, Debussy e altri che ascolto molto spesso».

A quando un nuovo album, o un nuovo romanzo? «Un mio nuovo libro – risponde De Sfroos – è uscito in autunno (Le parole sognate dai pesci), siamo alla terza ristampa, però ho già presentato del materiale che formerà un altro titolo, una prosa poetica fatta di piccoli blocchi di visioni ed elucubrazioni tra cui alcuni miei pezzi che uscivano settimanalmente sui quotidiani. Abbiamo pensato di riunirli in una sorta di diario, che pubblicheremo a marzo. Per il disco, ho dei brani nuovi, anche a sufficienza per un nuovo disco. Forse però questo album lo farò dopo questi concerti, per ora faccio tutto sul campo».

Pochissimi – siamo ad un passo dal sold out – i biglietti rimasti: la prevendita è attiva presso la biglietteria del Teatro Cagnoni (corso Vittorio Emanuele II, 45) oppure nei punti vendita e on-line dei circuiti Vivaticket e Ticketone.

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