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Rassegna Letteraria Città di Vigevano. Sorprese, rimpianti e desideri.

Come sta andando la vostra rassegna? Personalmente ho due rimpianti, numerose sorprese e qualche desiderio. Per quanto riguarda i rimpianti, il primo riguarda gli appuntamenti delle 18, un orario che non si sposa con il mio lavoro e, proprio per questo, non ho la possibilità di seguirli. L’altro è del tutto personale: ascoltando gli autori che sono riuscita ad intervistare o a seguire, li ho sentiti parlare di scrittura e riscrittura, di bozze fatte a penna o matita, di correzioni a margine, di avere il tempo per pensare ad una storia e di poter aspettare che questa cresca “dentro” prima di buttarla su carta. Sempre il mio lavoro – lo sapete, faccio la giornalista, non mi da né la possibilità di riscrivere, né quella di aspettare che l’articolo si formi. Io, come tutti i miei colleghi, scriviamo, di getto, qualche piccola correzione durante la stesura e stop. Passando, poi, alle sorprese, alcune sono state positive, altre un po’ meno. Tra le positive annovero Francesco Merlo e Luigi Nacci. Merlo lo conoscevo in quanto collega, ma non avevo mai letto un suo libro. Sarà che non amo la storia: all’università è stato il primo esame che diedi pur di togliermela dalle scatole. Eppure, il suo Sillabario dei malintesi. Storia sentimentale d’Italia in poche parole mi ha conquistata, sarà per l’ironia, per la bella scrittura, perché è scritto da un giornalista, o, più semplicemente, perché ha trovato una chiave di lettura della storia che non si limita al mero racconto, cronologico, dei fatti. Non conoscevo invece Nacci: e qui, vuoi perché ha solleticato il mio lato vagabondo, quel “cammino di Santiago” che vorrei tanto fare ma non ne ho mai il tempo, vuoi perché al di là del “cammino” Nacci propone una filosofia di vita applicata al quotidiano che condivido, fatto sta che io ora ho un libro in più in libreria. (Mamma, Resy e Max: so già i vostri commenti). Le sorprese negative, anche se forse sarebbe più corretto dire, “meno positive”, metto Andrej Longo, il vincitore del Premio letterario Città di Vigevano. Premetto: l’ho votato. Ma la persona che ho visto e sentito sabato sera sul palco del Cagnoni non mi è sembrata la persona che ha scritto quelle pagine. Sarà stato l’imbarazzo, l’emozione, l’idea che mi ero fatta e che, essendo idea, non poteva essere reale. Fatto sta che, pur confermando la bellezza di quel romanzo, in quanto ad autori, la mia preferenza va a Calligarich. Infine, il desiderio. Mi piacerebbe davvero tanto se l’anno prossimo ci fossero più autori stranieri e, tra questi, il mio tanto adorato Arturo Perez Reverte. E voi? Cosa vorreste per la Rassegna 2018?

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