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Vigevano

Vigevano
Penna Selvaggia

Weekend al gusto di cioccolato

Come iniziare questo freddo fine settimana se non con una bella scorpacciata di cioccolato ed una serata a base di zuppe e non solo?

Fino a domenica, per esempio, in Piazza Ducale e nella Strada Sotterranea, si terrà la sesta edizione di ChocoDucale – la festa del cioccolato artigianale.  Veri e propri laboratori e banchetti con gli artigiani del cioccolato e le loro specialità tenteranno il vostro olfatto, la vostra gola e perché no, anche quello della vista. Degustazioni, cooking show, lezioni per adulti e laboratori per bambini saranno solo alcune delle sorprese previste nell’evento più goloso dell’anno. Durante la manifestazione sarà possibile scoprire il ricco assortimento di praline, tavolette al latte, fondenti e aromatizzate, creme spalmabili, liquori al cioccolato, le sacher e le crepes con panna e cioccolato caldo. Non mancheranno le sculture di cioccolato, cuori e tante piccole creazioni artistiche tutte da gustare. Tra le attrazioni della festa ci sarà anche la Fabbrica del Cioccolato, una struttura che mostra in presa diretta tutte le fasi di lavorazione del cioccolato con il percorso di conoscenza Choco Word Educational. La mostra mercato del cioccolato si potrà “gustare” dalle 10 alle 20.

Domani sera (venerdì), invece, al Ristante Il Castello di Gambolò (via Molino della Roggia, 11 – Gambolò). Dopo l’aperitivo con stuzzichino del Castello, si gusterà la pappa al pomodoro con stracciatella come antipasto, per passare poi a Sua Maestà la Ribollita e la nostra amata zuppa Pavese. Quindi i dessert: pasta frolla alla ganache fondente con gelato al borlotto e caffè con coccole. La serata costa 35 euro, vini esclusi. Per prenotazioni e informazioni si può chiamare lo 0381.938136 o il 347.9387427.

Venerdì proseguono anche gli appuntamento con La Scuola di Psicanalisi Freudiana ed il corso “La Psicanalisi di Freud. Un corso per approfondire il pensiero Freudiano”. Sempre alle 21, nelle sale di Palazzo Crespi si parlerà del lavoro di Sigmund Freud, che è sempre stato sorretto dalla necessità, più volte ribadita, di fondare la psicologia come scienza della natura. La Scuola di Psicanalisi Freudiana ha cercato di ritrovare ed esplicitare (in evidente e consapevole controtendenza rispetto agli sviluppi postfreudiani) i fondamenti naturalistici e razionalistici che risultano presupposti ineliminabili della teoria e della pratica psicanalitica.

Sabato, invece, alle 21, in occasione del Centenario dalla Fine della Grande Guerra, il Civico Teatro Cagnoni presenta “La guerra è finita!” commemorazione musicale e narrativa dell’evento nell’ultimo anno del conflitto. La regia è affidata a Salvatore Poleo Maestri Cantori, Banda Santa Cecilia, Coro La Vetta

Sabato ore 17, nella Stanza della Duchessa “La lacrima di Dio. Dostoevskij e la tensione verso l’Assoluto” di e con Mariateresa Bocca. Sarà una ampia e argomentata riflessione sull’episodio del Grande Inquisitore presente nell’opera “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij. L’analisi del brano offrirà all’autrice lo spunto per parlare della ricerca dell’Assoluto dell’autore, della dimensione escatologica della sua opera, dei grandi interrogativi che riecheggiano da sempre nella storia dell’uomo. Mariateresa Bocca cercherà, interpretando il pensiero dell’autore, di dare una risposta a queste domande: Cristo, la lacrima di Dio, ha davvero fallito la sua missione? Vi è davvero sproporzione fra le pretese di Cristo e le capacità dell’uomo?

Sempre sabato, dalle 22, sul palco della Cooperativa Portalupi (Strada dei Ronchi 7, frazione Sforzesca),  saliranno i Black Medusa ed il loro “Stoner Rock Night, sottogenere della musica heavy metal, caratterizzato dalla commistione di elementi e influenze da parte di generi quali doom metal, acid rock, heavy metal classico, rock psichedelico, e blues rock. I Black Medusa torneranno qui con una sorta di tributo, dai pionieri e fondatori Kyuss, ai più recenti e conosciuti Hermano e Queen’s Of The Stone Age. Ingresso gratuito. Per informazioni e disponibilità biglietti scrivere (sms o Whatsapp) al 3341335331, oppure a cooperativaportalupi@gmail.com

Domenica ore 16, Teatro Cagnoni, rassegna Tre per te (bambini).   Ifratellicaproni presenta  “L’omino del pane e l’omino della mela”, ideato, scritto e diretto da Alessandro Larocca e Andrea Ruberti scene, costumi e luci Alessandro Larocca, Andrea Ruberti musiche Gipo Gurrado.  Trama: Due buffi personaggi, mezzi cuochi e mezzi clown, creatori di storie fantasiose e di ricette, hanno deciso di preparare un lauto pranzetto a tutti i bambini e di spiegare loro i segreti dei cibi più buoni e della loro realizzazione. Ma uno dei due, molto sbadato, ha comprato solo una pagnotta e una mela… come faranno i nostri cuochi a preparare un pasto per tutti?

Domenica, giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, le Autorità Civili, Militari e di Rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma si troveranno alle 9.45 davanti alla Chiesa di San Carlo. Alle 10 don Emilio Pastormerlo celebrerà la Santa Messa a suffragio dei Caduti, ed alle 11il corteo sfilerà lungo via del Popolo, Piazza Ducale e corso Vittorio Emanuele per giungere al Municipio per la posa di una corona di alloro al monumento di Cesare Battisti. Quindi lo spostamento al Monumento ai Caduti in Piazza Vittorio Veneto con la presenza di una rappresentanza di scolari per la consueta posa delle corone di alloro. La cerimonia si concluderà con l’alzabandiera al canto dell’Inno Nazionale e de La Leggenda del Piave, Lettura del Bollettino della Vittoria. Interverrà il Sindaco Andrea Sala.

Sempre domenica, alle 16 all’Auditorium San Dionigi (Piazzetta Martiri della Liberazione) il Centro Studi Tavola proporrà “Oltre la moda: un dono prezioso”, evento a tre voci con Grazia Rossanigo, Marco Bianchi, Laura Pasquino. Un prezioso dono di nozze che va oltre la moda e ne inaugura una nuova. In occasione di un importante matrimonio a corte, gli Estensi superano se stessi, inventando un dono destinato a rimanere nella storia del costume. Ne parlerà dal punto di vista storico Grazia Rossanigo, che illustrerà un particolare estremamente originale ed innovativo collegato alla cerimonia; invece il professor Marco Bianchi tratterà dei risvolti economici e delle spese sostenute per la perfetta riuscita del fastoso evento.

Per chi la maschera non vuole proprio toglierla presso il Centro Polizzi Jumping Team dalle ore 14 Halloween ritorna, domenica, con una gara a Cavallo in maschera e per tutti i bambini la possibilità di andare sul pony già dalle ore 16.

EVENTI ANCORA IN CORSO:

Per chi se la fosse persa,  nella Pinacoteca Civica “C. Ottone” si può vedere la mostra, curata da Edoardo Maffeo,  “Il sole non aspetta”, omaggio a Ernesto Giardini “Decio”(1896 – 1992), composta da una quarantina di opere provenienti dalla collezione privata di famiglia. Sicuramente più conosciuto come “Decio”, dal nomignolo con il quale amava firmare le sue opere, Ernesto Giardini è stato uno dei più noti ed apprezzati esponenti della cultura figurativa cittadina del dopoguerra. Il titolo della mostra prende spunto da un aneddoto narrato dal nipote Cesare, anche lui pittore, che ricorda come il Decio, prima di recarsi a dipingere in campagna, fosse solito fermarsi in un bar di Piazza Ducale per una rapida consumazione che sollecitava al cameriere con un imperioso: “Un vermouth, Giovanni, che al sül al specia mia me!”, … “che il sole non mi aspetta”. Impressionista spontaneo – una delle sue affermazione più comuni era “è cogliere l’impressione che conta, il resto è roba da signorine!” – Ernesto Giardini restò sempre fedele alla sua tecnica e alle tematiche preferite: la natura morta ed il paesaggio, anche quello urbano. Il paesaggio, il “suo” paesaggio, quello dei luoghi che egli conosceva ed amava, era il punto di partenza che lo conduceva alla ricerca della semplicità, all’onesto rifiuto della retorica, ad una passione senza fine per la pittura. Nel corso di un lungo itinerario artistico caratterizzato dall’assidua frequentazione con la pittura “en plein air”, Ernesto Giardini aveva elaborato una cifra stilistica che ne avrebbe caratterizzato tutta la produzione e reso la sua opera unica ed inconfondibile. Era attratto dalla luce e dalle vibrazioni del colore, come da sempre lo sono gli impressionisti, ma non si fermava qui: giungeva ad una originale e pregevole “sintesi” che donava alle sue opere il senso di una pacata eternità, la penetrazione nell’invisibile, l’apertura su un mondo segreto che promette gioie sommesse. La sua ricerca accoglieva suoni e rumori del silenzio in una sorta di intimo ma schietto dialogo spirituale. Nel continuo fluire e mutare di luci, spazi e volumi, il paesaggio rimaneva sempre lo stesso ma il Decio ne catturava le forme essenziali in un valzer di colori e con le sue pennellate a tratti spesse e materiche a volte leggere e meticolose. Attraverso questo modus operandi la sua opera restituiva immagini intrise di bellezza contenuta e serenità, perennemente sospese tra visione e realtà, che tanto hanno affascinato il collezionismo borghese, e non solo, della Vigevano tra gli anni quaranta e settanta. La pinacoteca è perta da martedì a venerdì alle 14 alle 17.30, mentre sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.

Allo Spazio Rocco Scotellaro dell’Associazione Culturale delle Genti Lucane (via Cesarea 49) si può ancora ammirare, ultimissimi giorni, la mostra del vigevanese Pietro Laghigna, pittore paesaggista. La poetica del colore è il titolo della mostra che si terrà presso lo. L’autore è Pietro Laghigna, un pittore che ha saputo sviluppare un gesto artistico molto personale e che, pur legato alla tradizione figurativa classica, si è evoluto in uno stile singolare, peculiare – se non eclusivo – riconoscibile. Nel suo ductus pittorico è osservabile la lezione a suo tempo acquisita con la frequentazione dei maggiori paesaggisti vigevanesi della seconda metà del Novecento, ma una sua particolare delicatezza di sentimenti, la sua sensibilità interiore, la sua capacità di introspezione ancor prima della percezione degli stimoli visivi provenienti dallʼesterno gli hanno permesso, fin dagli inizi del suo percorso artistico, di discostarsene e di creare un proprio linguaggio, nel quale i fattori dominanti sono la padronanza dellʼuso del disegno e lo sfruttamento delle possibilità espressive del colore, nonché un innato senso estetico e della misura. La mostra si potrà visitare fino al 3 novembre tutti i giovedì, sabato e domenica tra le 17 e le 19.

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