Tenuta Lamercurina: un luogo dove storia, architettura e memoria si incontrano
La Tenuta Lamercurina, oggi sede della Fondazione Darefrutto, è un paesaggio culturale unico, in cui secoli di storia si intrecciano con architetture rurali, boschi silenziosi e testimonianze del Novecento italiano. Visitare Lamercurina significa attraversare un luogo che ha saputo conservare la propria identità, trasformandosi nel tempo senza perdere il legame con le sue radici.
La Cascina San Marzano: le origini settecentesche
Il percorso prende avvio dall’antica Cascina San Marzano, risalente al XVIII secolo. Restaurata con grande attenzione, la cascina mantiene intatta l’atmosfera rurale che per secoli ha caratterizzato la vita agricola della tenuta.
Il Novecento e la famiglia Saronio
A partire dagli anni Cinquanta, la tenuta divenne proprietà della famiglia Saronio, industriali milanesi attivi nel settore chimico.
La presenza del bosco, rifugio naturale per numerose specie animali, trasformò la tenuta in una riserva di caccia frequentata da personalità di primo piano dell’Italia del tempo, tra cui Enrico Mattei, imprenditori, politici e figure che qui trovavano quiete e ospitalità.
La Casa di Caccia: eleganza e memoria del Novecento
Cuore della tenuta è la Casa di Caccia, ancora oggi perfettamente conservata.
Un luogo che racconta il gusto e le relazioni del Novecento: ambienti sobri ma ricercati, arredi moderni, un equilibrio tra funzionalità e stile che restituisce l’atmosfera di un’epoca.
Le pagine più complesse della storia recente
La tenuta custodisce anche vicende più intricate del nostro passato. Come racconta Mario Calabresi nel libro Quello che non ti dicono, negli anni Settanta la casa di caccia fu teatro di incontri e passaggi che riflettono le tensioni e i cambiamenti dell’Italia di quegli anni.
Visitare Lamercurina significa attraversare epoche diverse:
dalle architetture rurali settecentesche agli interni moderni del Novecento, dalla vita contadina alle dinamiche sociali del secondo dopoguerra.
Un luogo che non si limita a essere osservato, ma che invita a ascoltare, riconoscere e ricordare.

