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Vigevano

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Castello di Cozzo (Gallarati-Scotti)

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  • Indirizzo
    Castello di Cozzo, Via Marconi 13, 27030 Cozzo (PV)
    Contatti
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    Orari
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  • Descrizione

    Sul corso del Sesia, Cozzo fu dotato di un forte castello, ricostruito dai milanesi nel 1214 e rifatto nel XV secolo, quando divenne possesso della famiglia Gallarati. In questa occasione fu dotato di due ponti levatoi, di un’alta torre, di una merlatura ghibellina, che ancora corona il fabbricato, e di numerosi abbellimenti interni come modanature in cotto ed affreschi a graffito. I lavori non erano ancora terminati quando, nel settembre del 1499, il castello ospitò addirittura il re di Francia Luigi XII, che guidava il suo esercito verso Milano. L’evento è ricordato anche in un affresco interno.

    L’edificio, sorgente in fregio all’abitato, circondato dai fabbricati rustici di un ricetto al quale si accede attraverso portale di ingresso,. rientra pienamente, con la sua pianta quadrata, nella tipologia dei castelli viscontei di pianura, da cui però si distacca per il notevole sviluppo altimetrico; è caratterizzato da una grande torre d’angolo, ora cimata, decorata da una triplice fascia di mattoni a dentello. Atri elementi di notevole interesse sono il fossato circostante e il portico ad archi acuti nel cortile.
    Il torrione di ingresso, con funzione di rivellino (una soluzione non frequente nell’architettura fortificata lombarda), sporge nel fossato dalla fronte di nord-est. È anch’esso munito di apparato a sporgere.
    All’interno sono conservati alcuni affreschi monocromi e la celebre Madonna dell’Umiltà, dipinto monocromo di scuola leonardesca.
    L’insieme è stato oggetto di estesi restauri negli anni Ottanta-Novanta del secolo scorso.

    Edificio notissimo della Lomellina, grazie anche alla destinazione, avuta qualche decina d’anni fa, a sede della comunità “Mondo X”, risale all’ XI secolo, il che ne fa una delle costruzioni fortificate più antiche della zona.
    Tuttavia è stato poi completamente trasformato, o addirittura ricostruito, in epoca viscontea, più precisamente intorno al 1350. Risale invece quasi certamente all’epoca sforzesca (1467).l’aggiunta, o almeno la sistemazione, del rivellino.

    Fonte: Lombardia Beni Culturali

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