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Vigevano

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SelvaggiaMente

Votare o non votare

Votare o non votare, questo è il problema. Per l’ennesima tornata elettorale Vigevano è stata bellamente snobbata da tutti i partiti, tant’è che nelle posizioni sicure, o quanto meno, abbastanza sicure non c’è neanche un vigevanese.

Non solo, come abbiamo letto tutti, il Partito Democratico ci ha illusi per qualche settimana, sfilando a sorpresa il candidato ducale, sostituendolo con il solito chissacchì. Spero vivamente che questa cosa indigni tanto voi quanto me, a prescindere dal vostro schieramento politico. Siamo una città da 63mila abitanti, la seconda della provincia di Pavia. Per anni abbiamo trainato l’economia del territorio grazie all’indotto dell’industria calzaturiera e meccano calzaturiera, settore quest’ultimo che sembra in netta ripresa, e, ancora oggi siamo, tra i principali produttori di riso.

Poi abbiamo Piazza Ducale ed il suo Castello, così bello da diventare set cinematografico, di video musicali e di spot musicali. Ok, Pavia ha il tribunale, l’università, il policlinico, una serie di strutture sanitarie di tutto rispetto, ha il treno che in 10 minuti di porta a Milano, una serie infinita di binari, la tangenziale ed il casello dell’autostrada a pochi chilometri dal centro. Però stiamo parlando di Pavia. Pensiamo a Voghera. Con tutto rispetto, non mi viene in mente proprio nulla che Voghera possa vantare nei nostri confronti.

Io penserei più ad un “uno a uno palla al centro”. Eppure no: Voghera ha i suoi candidati, a destra e a sinistra, senza dimenticare che, nella storia recente, Voghera e l’Oltrepò più in generale, sono state “baciate” da una certa fortuna politica. Sia chiaro, non ho nulla contro Voghera, l’Oltrepò e i suoi abitanti: dico solo che Vigevano non è mai riuscita ad imporsi come hanno saputo fare loro.

Quindi, cosa fare? A breve tutti i candidati verranno a far comizi in Piazza Ducale, promettendo e annunciando come nemmeno Pantalone saprebbe fare. Verranno qui sapendo che potranno contare sui tesserati, sui fedelissimi, sul voto di pancia e bla bla bla. Forse sarebbe il caso di farsi sentire, o di dare comunque un grande segnale. All’inizio pensavo di non andare a votare, ma se penso alle lotte che abbiamo fatto per il diritto di voto, mi assale il senso di colpa e sono punto e a capo.

Quindi penso che farò scheda bianca o nulla: sono stufa di essere presa in giro, di essere baipassata, skippata, esclusa. Se vogliono ch’io torni a fare la “x” su un nome o su un simbolo, devono capire che Vigevano ed i vigevanesi hanno sì tanti elettori, ma soprattutto anche candidati. Un binomio che ormai è diventato una “conditio sine qua non”.

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