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Vigevano

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Il Palio di Vigevano. Storia e Curiosità

Bianca Maria Visconti – Palio di Vigevano

Bianca Maria Visconti ( Settimo Pavese 1425 –  Melegnano, 1468) fu figlia legittimata di Filippo Maria Visconti, ultimo Duca di Milano della dinastia viscontea. Fatta strumento di controllo del potere da parte del padre, fu promessa in sposa all’età di sette anni all’abile condottiero Francesco Sforza, di ventiquattro anni più anziano di lei. L’obiettivo era quello di condizionare l’operato sfruttandone l’ambizione di diventare l’erede ducale. Le nozze tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza si tennero il 25 ottobre 1441. I festeggiamenti proseguirono per diversi giorni con tornei, carri allegorici e un sontuoso banchetto nuziale in cui venne offerto il tipico dolce del luogo con la forma del “Torrazzo” di Cremona: da qui, sembra, ebbe origine il nome torrone.

Dopo il matrimonio, Francesco e Bianca Maria fecero il viaggio di nozze a Venezia, dal doge Foscari, inizialmente alleato e committente dello Sforza, ma maggior nemico del Visconti. Dopo il matrimonio, Bianca Maria ebbe il primo figlio nel 1444 ed il nome venne fatto scegliere dal padre Visconti e suocero di Francesco, in segno di pace, ne fu lieto e scelse il nome del nonno Galeazzo a cui venne aggiunto Maria, come per tutti i discendenti di casa Visconti, sancendo così la discendenza Visconti nel ramo Sforza. Alla morte di Filippo Maria Visconti, Bianca Maria e Francesco si trovavano nelle Marche, a difendere territori frammentati e divisi, ambiti da vari signori ed ecclesiasti; essi cercarono di rientrare in fretta a Milano perché la successione al ducato era contesa da francesi, aragonesi, imperiali, veneziani, non essendoci una discendenza viscontea di linea maschile, ma giunsero in prossimità di Milano che Filippo Maria era già deceduto ed era stata proclamata la Repubblica Ambrosiana.

Così, Francesco Sforza, grazie all’aiuto di fedeli alla corte viscontea, in primo luogo la madre di Bianca Maria, riuscì a conquistare territori milanesi, fino ad accerchiare ed assediare Milano; nel 1450, una delegazione degli assediati milanesi, pur di non sottomettersi ai veneziani, anch’essi alle porte di Milano, si recò ad offrire il ducato di Milano a Francesco Sforza.

Francesco Sforza si presentò ai milanesi in veste di discendente di un’antica stirpe, ma, cosciente di ciò che aera effettivamente accaduto, accorse a Milano portando tutto il pane che riuscì a raccogliere e che lo fece lanciare sulla folla stremata per farsi acclamare. Fu così che Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti furono proclamati sovrani per acclamazione popolare.

Francesco Sforza morì di malattia l’8 marzo del 1466 e gli successe al ducato di Milano il primogenito Gian Galeazzo Maria, uomo arrogante e cinico. Gian Galeazzo Maria fu assassinato e gli successe l’ambizioso fratello Ludovico Maria, detto il Moro, per i suoi capelli corvini. Durante il governo di Ludovico il Moro, Milano conobbe il pieno Rinascimento d’arte e bellezza; fu lui a commissionare l’Ultima Cena a Leonardo da Vinci. Ludovico il Moro aveva infatti eletto la chiesa domenicana di Santa Maria delle Grazie a luogo di celebrazione della casata Sforza.

Curiosità

Il perché fu dato a Ludovico il soprannome “Moro” ha ancora oggi differenti interpretazioni. La più accreditata è che fu lui a introdurre nelle campagne lombarde il gelso, pianta che viene chiamata localmente moròn, termine dialettale derivato dal latino morus.

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XXXVIII PALIO DELLE CONTRADE DI VIGEVANO
12/14 Ottobre 2018

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