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Vigevano

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Storie di Lomellina

Il Drago di Vigevano

Come ogni castello che si rispetti, nella storia e leggenda medioevale, ci deve essere un drago…
Vado quindi a parlarvi della leggenda del Drago di Vigevano…

Si narra che uno dei tanti camminamenti sotterranei che dal castello cittadino si snodavano in varie direzioni arrivasse fin nella valle del Ticino e che, superato il fiume, conducesse ad Abbiategrasso e poi a Milano.
Trascorsa l’epoca di utilizzo di tale sotterraneo, padrone assoluto ne era diventato un mostro di dimensioni enormi, in forma di serpente, dotato di ali rossicce nervate come quelle di un pipistrello, con orecchie suine setolose e piccoli occhi « che mandavan lampi incantatori ». In compenso dal corpo del drago esalava un fetore ammorbante, « in grado di mozzare il fiato ad un uomo a molti passi di distanza ».

Nei tempi in cui il sotterraneo era ancora accessibile più d’uno vi scese temerario; coloro che ne erano usciti vivi avevano raccontato di avere visto il rettile e di essere fuggiti spaventati a morte. Anche allorché il castello fu adibito a caserma – nel secolo xvui – il mostro, per nulla disturbato dalla regolare presenza dei militari, continuò ad animare la fantasia popolare. Si narra anzi che un militare, rinchiuso in una cella sotterranea a scontare non si sa quale pena, fosse scomparso senza lasciare segno e che la stessa ingloriosa sorte fosse toccata ad alcuni commilitoni mandati sottoterra a cercarne le tracce.

La leggenda, ancora diffusa e viva intorno alla metà dell’Ottocento, soprattutto tra pescatori e contrabbandieri ticinensi, non dice però che fine avesse fatto il mostro.
Forse il drago è ancora lì, che vaga per i diroccati e inaccessibili sotterranei del castello… oppure vedendo che nessun essere vivente mise piede più in quel sotterraneo, il drago se ne andò via…

Ma se vogliamo far i presuntuosi e superar ciò che è la leggenda, possiamo cercar una spiegazione in vari animali che in quel tempo abitavano le nostre paludi, a partir da quello che sembra un drago: la salamandra rosa, tritoni e perchè no anche qualche pesce, come lo storione… Che forse si addice di più a questa grande storia leggendaria che riecheggia ancora in poche bocche dei vigevanesi…  Perchè di grande storia si parla…

 

Rubrica curata da Simone Tabarini di storiedellalomellina.altervista.org

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