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Vigevano

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Immagina, puoi

Oggi ho pensato di recuperare un vecchio post che avevo scritto su Facebook e che aveva scatenato un bel dibattito. Magari qualcuno di voi ancora se la ricorda. Iniziava ricordando una vecchia pubblicità: “immagina, puoi”.

Bene, immaginiamo che Vigevano abbia l’università, un distaccamento di qualche altro ateneo, come succede con l’Università del Piemonte orientale (ha facoltà a Novara, Vercelli ed Alessandria). Immaginiamo che ci siano anche un liceo artistico, uno linguistico e una scuola superiore in lingua straniera. E che dalla stazione si possa andare a Milano, Vercelli, Alessandria, Genova, Savona e così via, che i treni siano puntuali, decorosi, non solo per pendolari, ma anche per turisti e vicini di città che vogliono passare una serata a Vigevano per una cena in Piazza o uno spettacolo da qualche parte.

Dicono che l’immaginazione non abbia limiti, e allora io continuo fantasticando una Vigevano con il suo Tribunale, con Equitalia (sì, lo so, di questa si farebbe volentieri a meno, ma visto che s’ha da pagare, non vedo perché dove sborsare altri euro per andare a Mortara), l’Inail e tutti i servizi che un cittadino del quasi 2020 possa aver bisogno.

Tra le mie fantasie, quelle che ha riscosso il maggior numero di condivisioni è stata l’università. «Tra queste, la mancanza dell’Università – ha scritto un vigevanese tra i commenti al post – sembra una cosa banale, ma portare un piccolo esercito di giovani e farli crescere insieme sotto l’egida di un ateneo potrebbe portare energia nuova. Idee innovative ed un cambio culturale. Poi, secondo me, le strade: le linee ferroviarie e gli enti perduti potrebbero tornare come logica e normale conseguenza di una “vigevanesità” resa un tantino più attuale. Università prima di tutto/ gioventù/ forze nuove e idee nuove: tra i tanti possiamo beccare un “Leonardo del terzo millennio” capace di immaginare qualcosa che va al di là delle scarpe, magari un nuovo modo di vivere le scarpe o un nuovo software o una nuova Vigevano sostenibile (non mi riferisco all’Associazione) o una nuova opportunità per i giovani che non sia quella di aprire negozi che hanno una vitalità che dura meno di una mozzarella in frigo. Per me, e parlo solo per me, ci vuole uno slancio culturale notevole, perché puoi pure investire un miliardo, ma se lo fai nella old economy e con persone abituate a gestire old business il miliardo evaporerà in breve tempo».

Effettivamente, rileggendo e riflettendo oggi su queste considerazioni, investire sui giovani potrebbe davvero fare la differenza. Milano è la capitale della moda, del business. A Milano c’è tutto, ma non è una città a misura di neolaureato. Una start up a Vigevano potrebbe avere costi decisamente inferiori ad una milanese. Se avessimo i giusti collegamenti, Vigevano potrebbe imporsi in questo settore. Almeno, a mio modesto parere.

Tornando al vecchio post, rileggendo ora i vecchi commenti, c’era anche chi suggeriva di parificare l’istituto musicale Costa a istituto superiore di musica e, perché no, anche conservatorio, un po’ come il Vittadini di Pavia, chi proponeva di istituire una scuola alberghiera, il Dams e chi, tenendo la testa sulle spalle, ha chiesto “solo” luoghi di aggregazione per i giovani, e qualche posto di lavoro in più per i genitori.

E se davvero bastasse immaginare? Già Hegel aveva parlato di “autodeterminazione della volontà”, quindi – senza entrare in complicate disquisizioni filosofiche – si potrebbe dire che basterebbe volere affinché qualcosa accada. Voi cosa ne pensate?

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