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Vigevano

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I Tesori nascosti dell'Archivio

La Birra Peroni

Forse non tutti sono a conoscenza che una delle birre più amate dagli italiani sia stata creata nella nostra città: la Peroni.

La prima fabbrica della birra Peroni venne aperta in contrada San Rocco nel 1845, nell’attuale Corso della Repubblica da Francesco Peroni; nato a Galliate nel 1818, in giovane età decise di trasferirsi a Vigevano. Lo stabilimento venne dotato di moderni macchinari provenienti dalla Baviera e disponeva di cantine-ghiacciaie; ai tempi era fondamentale disporre di ingenti quantità di ghiaccio data la mancanza  di  apparecchi per la refrigerazione. Accanto alla fabbrica, Peroni decise di aprire un locale elegante e molto frequentato per far conoscere la sua birra ai vigevanesi. Si calcola che già nel 1859 l’azienda producesse più di 43.000 litri di birra.

Presso il nostro Archivio sono conservati gli atti della Giunta Comunale di quel periodo in cui sono riportate le numerose contestazioni tra Peroni e l’amministrazione cittadina; egli riteneva infatti le imposizioni fiscali troppo salate e che l’imposta dei dazi risultasse più vantaggiosa per l’importazione dall’estero che per la produzione vigevanese. Valendosi di una provvidenziale legge nazionale, che dichiarava esente da dazi le materie prime della produzione industriale, Peroni che aveva allargato la propria attività, producendo dalla fine degli anni 60’ anche gazzose e aceto, continuava a chiedere sgravi sul canone d’abbonamento della produzione industriale incontrando le resistenze del Comune. Gli venne concesso di tenere temporaneamente in deposito una ingente quantità di orzo.

Nel 1872 una nuova richiesta di abolizione del dazio sul ghiaccio, presentata da diversi esercenti, venne anch’essa respinta. Nel 1877 si insediarono in Comune i nuovi amministratori cittadini tra i quali c’era anche il Peroni che per diversi anni ricoprì la carica di Consigliere. I figli di Francesco dimostrarono la stessa intraprendenza negli affari: il primogenito Giovanni si trasferì a Roma, sposò la figlia di Giacomo Aragno, uno dei primi imprenditori nel campo della ristorazione e con quest’ultimo fondò nel 1888 il Caffè Aragno-Peroni; il locale diventò ben presto un punto di ritrovo per intellettuali e politici. L’ultimo dei figli di Francesco, Cesare Luigi Ottone, continuò la tradizione paterna, trasferendosi anche lui nella capitale, aprì nel 1890 la fabbrica di birra omonima.

Francesco Peroni morì nel 1894. Mentre la birra Peroni di Roma raccoglie sempre più consensi, lo stabilimento vigevanese viene messo in vendita. Nel giugno 1897 la ditta “Natale, Vandone & Co.” annuncia di aver rilevato l’attività. Dopo tre anni la fabbrica cambia ragione sociale diventando “Natale & Spargella”. Continua così sempre la produzione di birra di tipo “Monaco” e “Pilsen”, assicurando consegne a domicilio per tutto il circondario fino a Milano, Casale, Pavia e Lago Maggiore. Ricevette un grosso impulso anche il reparto delle acque gazzose che nel 1906 toccava una produzione di 600.000 bottiglie. Le prime difficoltà arrivarono nel 1910:  in un documento da noi conservato venne riportata la richiesta di disdire il pagamento di 2000 £ annue e passare al pagamento “a tariffa” sulla produzione,  Nel giugno 1911 l’azienda chiuse improvvisamente destando scalpore in tutta la comunità.

Nel febbraio 1912 nei locali dell’ex birreria venne inaugurato un nuovo cinematografo, il Vigevanese.                                                                                          

     

Testi consultati per la stesura di questo articolo (consultabili presso la nostra struttura):

Bruna Rocco Capè, La birreria Peroni, «I Quaderni di Bruna Rocco Capè», n. 19 (febbraio 1995), p. 15-25.

Daniela Brignone, Birra Peroni. 1846-1996 centocinquant’anni di birra nella vita italiana, Milano: Electa, 1995.

 

Rubrica curata dall’Archivio Storico di Vigevano

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